FORMAZIONE SCUOLA – LAVORO, QUALITA’, VALUTAZIONE E NUOVI FONDI
Dall’anno scolastico 2025/2026, la classica formula dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) cede il passo a una nuova denominazione ufficiale. Tra i banchi degli istituti superiori italiani è infatti in atto una transizione: i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO), eredi della storica alternanza scuola-lavoro introdotta nel 2015, cambiano volto e nome.
A decorrere dal prossimo anno scolastico, la dicitura adottata dal legislatore e dall’amministrazione scolastica diventa “formazione scuola-lavoro”. Sebbene non cambino l’attivazione, la durata e le finalità educative di base, l’obiettivo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito è superare definitivamente un approccio puramente quantitativo e burocratico, rimettendo al centro il valore pedagogico, formativo e orientativo delle esperienze sul campo.
Formazione scuola – lavoro: ore e sedi dei percorsi
Restano invariate le soglie minime orarie stabilite per i diversi indirizzi di studio nel triennio conclusivo della scuola secondaria di secondo grado:
- Licei: 90 ore
- Istituti Tecnici: 150 ore
- Istituti Professionali: 210 ore
I percorsi continueranno a svolgersi sulla base di convenzioni stipulate dalle scuole con enti pubblici, aziende, realtà del Terzo Settore o ordini professionali. Va ricordato che, per legge, l’attività di formazione scuola-lavoro non costituisce un rapporto di lavoro. Le esperienze potranno svolgersi sia in Italia che all’estero, un’opzione oggi fortemente sostenuta dai bandi del PNRR Istruzione dedicati alla mobilità studentesca.
Il peso riconosciuto nell’Esame di Stato
Una delle novità più significative sul piano della valutazione riguarda l’integrazione diretta dell’esperienza all’interno del colloquio dell’Esame di Stato (Maturità). La partecipazione dello studente viene valorizzata formalmente nel percorso d’esame, affiancandosi allo sviluppo delle competenze digitali e al curriculum dello studente.
La commissione d’esame sarà chiamata a valutare la capacità del candidato di rielaborare in modo critico l’esperienza maturata. In particolare, si terrà conto delle competenze trasversali acquisite — come problem solving, lavoro di gruppo e autonomia — e del contributo offerto dal percorso nelle scelte di orientamento post-diploma (università, ITS Academy o ingresso diretto nel mercato del lavoro).
Qualità e trasparenza
Per superare le disomogeneità qualitative registrate negli anni passati, la riforma introduce strumenti di controllo più rigorosi. Il Decreto Ministeriale 133/2025 stabilisce un sistema di monitoraggio strutturato, basato su indicatori quantitativi e qualitativi, con l’obbligo per le scuole di trasmettere periodicamente i dati sull’andamento dei progetti.
A supporto della trasparenza e dell’eccellenza nascono due nuovi organi:
- Albo Nazionale delle buone pratiche: una piattaforma pubblica volta a raccogliere e catalogare i progetti formativi più efficaci, offrendo modelli replicabili a tutte le scuole d’Italia.
- Osservatorio Nazionale per la scuola-lavoro: un organo preposto all’analisi dei dati, alla tutela della sicurezza e all’elaborazione di linee guida annuali per l’innalzamento continuo degli standard formativi.
Risorse nel bilancio 2025-2027
A testimonianza della centralità strategica del provvedimento, la Legge di Bilancio ha disposto un deciso rifinanziamento del sistema duale e della formazione scuola-lavoro:
- 2025: 100 milioni di euro destinati all’avvio del nuovo sistema di monitoraggio e tutoraggio.
- 2026: 170 milioni di euro dedicati al sostegno alla mobilità (compresi i bandi PNRR) e alla sicurezza.
- 2027 (a regime): 240 milioni di euro all’anno per la stabilizzazione delle risorse destinate a scuole ed enti partner.
Prospettive per il futuro
La transizione dai PCTO alla formazione scuola-lavoro rappresenta molto più di un semplice restyling nominale. Con il superamento dei limiti burocratici del passato, la riforma punta a restituire dignità pedagogica a un’esperienza cruciale per la crescita delle giovani generazioni. La vera sfida per il triennio 2025-2027 sarà ora quella di applicare sul territorio queste novità con omogeneità e massima tutela della sicurezza, garantendo a ogni studente, indipendentemente dall’indirizzo di studi o dalla collocazione geografica, un’opportunità di formazione autentica, sicura e proiettata verso il futuro.
Emanuela Marotta




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