CONCORSO DOCENTI 2027: VERSO UN NUOVO BANDO
Si parla di anno nuovo per i docenti. In vista delle possibili procedure del 2027, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha avviato il censimento e il collaudo delle aule informatizzate utilizzate per le prove concorsuali, chiedendo agli istituti di completare le verifiche entro il 31 ottobre 2026.
La data di scadenza non prevede però l’uscita sicura di un nuovo bando entro dicembre. Determinate cose devono ancora essere messe in chiaro: come il numero dei posti, le classi di concorso interessate e le date delle eventuali prove.
L’obiettivo generale rimane quello di coordinare le procedure di reclutamento con le future immissioni in ruolo.
Quali prove potrebbe prevedere il concorso
Dopo le procedure legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), si discute sulla possibile struttura dei prossimi concorsi ordinari. Tra le ipotesi più suggestive troviamo il ritorno di una selezione articolata in più fasi, con eventuale preselettiva, prova scritta e prova orale.
Tuttavia, è da ricordare che non è stato scelto ancora alcun modello d’esame. Bisognerà aspettare l’uscita del bando, che oltre a decretare lo svolgimento delle prove, stabilirà il programma e i criteri di valutazione. Per un confronto, i concorsi PNRR per la scuola secondaria sono stati disciplinati dal decreto ministeriale n. 2025 del 26 ottobre 2023, mentre per l’infanzia e la primaria il riferimento è il D.M. n. 206 dello stesso anno.
Requisiti per infanzia e primaria
Per partecipare ai concorsi per la scuola dell’infanzia e primaria su posto comune sono previsti alcuni titoli specifici abilitanti. Tra questi rientra la laurea in Scienze della Formazione Primaria e il diploma magistrale, compreso quello sperimentale a indirizzo linguistico, conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.
I candidati dovranno occuparsi di verificare che il proprio titolo rientri tra quelli ammessi dalla normativa e rispetti tutte le condizioni previste dal futuro bando.
Scuola secondaria: laurea e abilitazione
Il caso cambia, il sistema di formazione iniziale prevede un percorso universitario o accademico abilitante, normalmente da 60 CFU o CFA, insieme al superamento del concorso e al successivo periodo annuale di formazione e prova.
Il solo possesso dei precedenti 24 CFU non costituisce, in via generale, un requisito sufficiente per accedere alle nuove procedure. Occorre inoltre possedere un titolo di studio coerente con la classe di concorso scelta, verificando eventuali esami o crediti aggiuntivi richiesti. I riferimenti principali sono il decreto legislativo n. 59/2017 e il D.P.R. n. 19/2016, con i successivi aggiornamenti.
ITP e posti di sostengo
Per gli Insegnanti Tecnico-Pratici (ITP), bisogna prestare particolare attenzione alle norme transitorie. Gli atti parlamentari consultati riportano il differimento al 31 dicembre 2027 del termine relativo all’entrata a regime dei nuovi requisiti d’accesso.
Per quanto riguarda i posti di sostegno, invece, il requisito centrale è la specializzazione specifica per il grado scolastico per cui si intende concorrere. Tutte le modalità saranno definite dal bando.
Chi intende partecipare può già iniziare a controllare tutti i requisiti. Per date, posti disponibili, prove e modalità di candidatura, il riferimento definito resterà il bando ufficiale del MIM.
Andrea Sole Paglia




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