NEET, GIORNATA NAZIONALE DEL 9 LUGLIO: IL PARLAMENTO PUNTA SU SCUOLA, ORIENTAMENTO E INCLUSIONE

NEET, nuova proposta legge

Il Parlamento sta esaminando una proposta di legge che prevede l’istituzione del 9 luglio come Giornata nazionale per il contrasto dell’inattività giovanile, con l’obiettivo chiaro di spostare l’attenzione a uno dei fenomeni sociali più complessi che interessano il nostro Paese: quello dei NEET, ossia i giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione.

L’iniziativa non riguarda obiettivi economici, ma punta alla creazione di un simbolo che crei un riflessione e sensibilizzazione annuale, coinvolgendo istituzioni, scuole, università, imprese, enti locali e Terzo settore in attività dedicate all’orientamento e all’inclusione delle nuove generazioni.

L’Italia migliora, ma resta tra i Paesi con più NEET

Un evidente miglioramento si può notare nella progressiva diminuzione del numero dei giovani inattivi, che nel 2025 si attesta intorno a 1,3 milioni di persone tra i 15 e i 29 anni. In costante crescita rimane l’occupazione giovanile, grazie all’aiuto dell’istruzione tecnica e professionale e ai programmi finanziati dall’UE.

Nonostante i progressi, l’Italia continua a registrare una delle percentuali più elevate dell’Unione europea. Il fenomeno interessa soprattutto alcune aree del Mezzogiorno, i giovani con bassi livelli di istruzione e chi vive in contesti caratterizzati da fragilità economiche e sociali.

Il ruolo della scuola

Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda il coinvolgimento diretto delle istituzioni scolastiche. Le scuole secondarie potranno organizzare laboratori, incontri con professionisti, attività di orientamento, percorsi dedicati alle competenze trasversali e momenti di confronto con università, imprese e realtà del territorio.

Si vuol intervenire prima che i ragazzi interrompano il proprio percorso di studi, rafforzando la conoscenza delle opportunità formative e lavorative disponibili. Assumono un ruolo fondamentale anche docenti e tutor, con la creazione di percorsi e orientamenti personalizzati, come i PCTO diventati strumenti sempre più centrali nelle politiche educative degli ultimi anni.

Una rete tra istituzioni e mondo del lavoro

Come detto in precedenza saranno molteplici i soggetti pubblici e privati coinvolti. Oltre alle scuole, saranno chiamati a collaborare:

  • Università
  • Centri per l’impiego
  • Servizi sociali
  • Associazioni giovanili
  • Enti del Terzo settore
  • Imprese.

Tra le iniziative ipotizzate figurano campagne informative, seminari, simulazioni di colloqui, incontri con aziende, attività di volontariato e progetti dedicati all’imprenditorialità giovanile, così da favorire una maggiore partecipazione dei ragazzi alla vita sociale ed economica del Paese.

Nessun costo aggiuntivo per lo Stato

Dal punto di vista economico e finanziario, il provvedimento mantiene un’impostazione prudente. La Giornata non comporterà nuovi stanziamenti di bilancio né diventerà una festività civile. Saranno utilizzate le risorse già disponibili presso le amministrazioni coinvolte, favorendo la collaborazione con il territorio.

Questa scelta permette di contenere la spesa pubblica, ma rende fondamentale il coordinamento tra i diversi soggetti chiamati a promuovere le iniziative.

Andrea Sole Paglia


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