MATURITÀ 2026: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE
Da giugno 2026 torna la storica denominazione di “Esame di Maturità”, un nome che per decenni ha accompagnato generazioni di studenti italiani e che continua a rappresentare uno dei momenti più significativi del percorso scolastico, nonché la meta finale. Tutte le novità sono accolte nel Decreto Scuola 127/2025, che introduce importanti cambiamenti nell’organizzazione dell’esame conclusivo delle scuole superiori.
Ogni anno si contano all’incirca 500 mila studenti coinvolti nell’Esame di Stato, un appuntamento che non riguarda soltanto la scuola ma anche famiglie, università e mondo del lavoro. La nuova prova assume un ruolo molto più moderno, orientata anche alla maturazione personale o al percorso dello studente.
Il comportamento pesa di più
Secondo quanto previsto dal nuovo decreto, la maturità non servirà più esclusivamente a verificare la preparazione teorica degli studenti, ma anche il loro livello di autonomia, responsabilità e capacità critica.
La prova orale dovrà infatti avere inizio con una riflessione dello studente, sulla propria esperienza formativa e personale, prendendo in considerazione anche le attività extrascolastiche inserite nel Curriculum dello Studente.
Una delle novità più discussa è il voto in condotta. Gli studenti con una valutazione inferiore a sei decimi non potranno essere ammessi all’esame finale. Ch invece otterrà un sei in comportamento dovrà preparare un elaborato critico dedicato alla cittadinanza attiva e solidale che verrà discusso durante il colloquio orale.
Anche il sistema dei crediti scolastici cambia parzialmente: per ottenere il punteggio più alto nella propria fascia di credito sarà necessario avere almeno nove in comportamento.
La decisione riflette la volontà del Ministero di valorizzare non soltanto il profitto scolastico, ma anche il rispetto delle regole, la partecipazione alla vita scolastica e il senso di responsabilità personale.
Le commissioni come saranno organizzate
Le commissioni saranno composte da un presidente esterno, due commissari esterni e quattro commissari interni distribuiti su due classi. Si insedierà ufficialmente il 16 giugno 2026.
Il Ministero ha inoltre avviato percorsi di formazione specifica per i docenti che prenderanno parte alle commissioni. Dal 2026/27 aver partecipato a questi corsi costituirà titolo preferenziale per ottenere la nomina.
Le prove scritte e le materie scelte
La struttura generale dell’esame rimane simile a quella degli ultimi anni: due prove scritte nazionali e un colloquio orale finale.
La prima prova scritta di Italiano si svolgerà il 18 giugno 2026 e non subirà Modifiche sostanziali. Cambiano invece le materie della seconda prova a seconda dell’indirizzo che si sta svolgendo.
Al liceo classico la materia caratterizzante sarà Latino, mentre allo scientifico tornerà Matematica, anche per l’opzione Scienze applicate e per il liceo sportivo. Nei licei linguistici la seconda prova riguarderà la prima lingua straniera, mentre negli istituti tecnici saranno privilegiate le discipline professionalizzanti, come Economia aziendale, Sistemi e Reti o Progettazione e costruzioni.
Crediti, punteggi e voro finale
Il credito scolastico continuerà ad avere un peso molto rilevante: fino a 40 punti complessivi distribuiti tra terzo, quarto e quinto anno.
Le prove d’esame manterranno invece il valore massimo di 60 punti:
- 20 punti per la prima prova;
- 20 punti per la seconda prova;
- 20 punti per il colloquio orale.
L’esame sarà considerato valido soltanto se il candidato avrà sostenuto tutte e tre le prove previste.
Il Curriculum dello Studente sempre più importante
Quest’anno grande attenzione viene posta anche al Curriculum dello Studente, che accompagnerà il diploma finale e raccoglierà informazioni sul percorso scolastico, le certificazioni conseguite, le attività extrascolastiche e i risultati delle prove Invalsi.
Il documento sarà suddiviso in quattro sezioni:
- Istruzione e formazione;
- Certificazioni;
- Attività extrascolastiche;
- Prove nazionali Invalsi.
L’obiettivo è offrire una visione più concreta dello studente, valorizzando competenze trasversali, esperienze personali e capacità sviluppate anche fuori dall’ambiente scolastico.
È soltanto negli ultimi anni che le università e le aziende hanno infatti mostrato un crescente interesse verso abilità come problem solving, autonomia, capacità comunicative e adattabilità, considerate ormai fondamentali accanto alla preparazione teorica.
Andrea Sole Paglia




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