ERASMUS+ GUARDA AL FUTURO: PIÙ INCLUSIONE, RITORNO DEL REGNO UNITO E NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE SCUOLE

Erasmus ci sono novità

Il progetto Erasmus+ si è trasformato da semplice programma di scambio a vera e propria pura emozione. Per migliaia di studenti, docenti e istituzioni scolastiche europee, rappresenta oggi uno strumento strategico per favorire la crescita personale, l’innovazione didattica e la cooperazione internazionale. Andando incontro alla conclusione del programma 2021/2027, si aspettano importanti novità che coinvolgeranno scuole, università e amministrazioni educative.

Nasce il partenariato per gli Uffici Scolastici Regionali

Tra le innovazioni più significative prende posto l’azione KA240, un nuovo modello di partenariato destinato agli Uffici Scolastici Regionali e ai Rettorati universitari. L’obiettivo è creare reti di collaborazione stabili tra diversi Paesi europei, rafforzando il coordinamento delle attività internazionali.

I progetti prevedono la partecipazione di almeno due partner stranieri e il coinvolgimento diretto di più istituzioni scolastiche. In questo modo gli enti territoriali potranno accompagnare e sostenere soprattutto le scuole con minore esperienza nei programmi europei, favorendo una diffusione più ampia delle opportunità offerte da Erasmus+.

Dal 2027 torna il Regno Unito

Torna finalmente il Regno Unito all’interno del programma. Dopo gli anni successivi alla Brexit, studenti e insegnanti potranno nuovamente svolgere attività formative a partire dal 2027.

Si tratta di una novità importante perché il sistema educativo britannico è considerato un punto di riferimento in molti ambiti, dall’insegnamento delle lingue straniere alle metodologie innovative come il CLIL e i percorsi STEM. La nuova riapertura al dialogo istituzionale è un’occasione per mettere al centro l’importanza di un confronto tra realtà spesso lontane.

Un Erasmus sempre più inclusivo

Tra le priorità del prossimo ciclo 2028/2036 ci sarà il rafforzamento dell’inclusione. L’UE punta infatti a rendere la mobilità accessibile a un numero crescente di giovani, prestando particolare attenzione agli studenti provenienti da contesti svantaggiati, alle persone con bisogni educativi speciali e agli istituti situati nelle aree periferiche o rurali.

Tornando indietro nel tempo più di 15 milioni di persone, dal primo programma risalente al 1987, hanno partecipato al progetto Erasmus. L’obiettivo nei prossimi anni è di ampliare ulteriormente questa platea, riducendo gli ostacoli economici e logistici che ancora limitano in parte la partecipazione di molti studenti.

Più attenzione alla qualità e alla sostenibilità

Obiettivo fondante nei prossimi programmi è la qualità che si promette ai partecipanti per tutta la durata del viaggio. Le scuole saranno incoraggiate a sviluppare progetti duraturi, capaci di produrre benefici anche dopo la conclusione delle attività finanziate.

Parallelamente crescerà l’attenzione verso la sostenibilità ambientale. Saranno infatti incentivati i cosiddetti viaggi “green”, privilegiando mezzi di trasporto a basso impatto ambientale come treni e autobus rispetto agli spostamenti aerei quando possibile.

Andrea Sole Paglia


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