MATURITÀ 2026: LE NUOVE REGOLE IN ARRIVO PER COMMISSIONI, ORALE E CONDOTTA

Esame di stato 2026

Con la conversione del decreto n.127 del 9 settembre 2025, ora legge, vengono rese effettive le novità dell’esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026. Mentre le prove scritte resteranno immutate, a cambiare sono in modo significativo la composizione delle commissioni, la prova orale e il ruolo del comportamento degli studenti.

Chi farà parte della commissione

Ogni sede d’esame statale o paritaria ospiterà una commissione per ogni due classi partecipanti. Essa sarà guidata da un presidente esterno all’istituto. Saranno presenti due commissari esterni, e quattro componenti interni ( due per ciascuna classe di pertinenza ), selezionati tra le aree disciplinari determinate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nel mese di gennaio.

L’orale: obbligatorio e decisivo

Una novità chiave è l’obbligatorietà della prova orale: lo studente che, pur avendo ottenuto un punteggio sufficiente agli scritti, si rifiuterà di sostenere l’orale, sarà considerato non ammesso all’esame. La commissione valuterà non solo la conoscenza delle discipline, ma anche vari aspetti, quali:

  • La capacità di integrare e collegare le conoscenze acquisite;
  • Il grado di maturità e responsabilità dimostrato dallo studente;
  • L’impegno in ambito scolastico e in attività coerenti con il percorso studi;
  • Le competenze acquisite nei percorsi di educazione civica e nella formazione scuola-lavoro.

Il voto di condotta e i crediti scolastici

A dare un peso più strategico è il voto in condotta. Per poter ottenere il punteggio massimo nel credito scolastico, lo studente dovrà aver riportato almeno 9 in condotta. Questa disposizione rafforza l’idea che l’esame non sia solo questione di conoscenze, ma anche di responsabilità e impegno dell’alunno.

Scadenze e categorie diverse

La nota n.74346 del 10 novembre 2025 stabilisce le tempistiche per la domanda di ammissione: la scadenza ordinaria per la maggior parte dei candidati interni ed esterni è fissata al 12 dicembre 2025. Per la categoria degli “interni con abbreviazione per merito” è invece previsto un termine per l’anno prossimo, precisamente il 2 febbraio 2026. Le domande sono presentate tramite procedura digitale tramite SPID o equivalente, e i candidati esterni — coloro che non frequentano regolarmente l’ultimo anno — devono soddisfare ulteriori requisiti (età, titolo di studio precedente, svolgimento di almeno tre quarti delle ore di alternanza scuola-lavoro).

L’impatto sul sistema e sulle scelte future

Queste modifiche aprono un nuovo inizio per l’esame, che dà maggiore rilievo alla prova orale e alle competenze trasversali, in linea con le richieste del mondo del lavoro e dell’università. Secondo uno studio dell’INVALSI pubblicato nel 2024, quasi il 65% dei maturandi ritiene che l’esame debba misurare anche le “abilità di orientamento e cittadinanza”, non solo la quantità di nozioni apprese. Con questo decreto, la scuola italiana si muove esattamente in quella direzione.

Infine…

L’esame di maturità 2026 non sarà semplicemente una prova finale, ma un momento in cui lo studente dimostra di sapersi muovere con consapevolezza tra discipline, vita scolastica e scelte future. Le commissioni miste, l’orale imprescindibile, il ruolo del voto di condotta e della formazione civica segnano la volontà del sistema educativo di valorizzare la persona nella sua globalità. Per i ragazzi dell’ultimo anno, dunque, non sarà sufficiente sapere: servirà saper essere.

Andrea Sole Paglia


There are no comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Start typing and press Enter to search

Shopping Cart