GIOVANI E VIOLENZA NORMALIZZATA: QUANDO L’AGGRESSIVITÀ DIVENTA PARTE DEL QUOTIDIANO

Violenza nelle scuole

A bussare alla porta questa volta, è una cruda verità: la violenza, essa prende il sopravvento e da evento eccezionale, diviene una presenza costante nella vita di molti adolescenti. Non si tratta solo di fatti di cronaca eclatanti, com episodi di aggressione avvenuti in contesti scolastici, ma di un clima più ampio in cui linguaggi, immagini e narrazioni aggressive circolano senza filtri.

Secondo recenti rilevazioni, oltre sei giovani su dieci dichiarano di imbattersi frequentemente in contenuti violenti senza averli cercati attivamente. Diviene spontaneo inserire sul web, video, audio e foto che ritraggono atti violenti in ogni loro sfaccettatura.

Dalla rappresentazione all’assuefazione

Il rischio che ne deriva, non è solo una grave esposizione, ma il processo di assuefazione che ne deriva. Psicologi ed esperti di educazione digitale segnalano che la ripetizione costante di immagini e narrazioni aggressive può abbassare la soglia di sensibilità emotiva, rendendo meno immediata a percezione del pericolo e più tollerabile l’uso della forza come modalità di risoluzione dei conflitti.

Questo è il motivo di lamentale, provenienti da una larga maggioranza di adolescenti, che riconosce un legame tra la diffusione di contenuti estremi e l’aumento di comportamenti aggressivi tra i pari.

Per molti, la violenza mediatica è uno dei motivi cardine, agisce come fattore di rinforzo in contesti già fragili, segnati da disagio sociale, mancanza di punti di riferimento e scarse competenze emotive.

Criminalità minorile: un fenomeno complesso

Gli ultimi dati sulla criminalità infantile, mostrano un abbassamento dell’età dei primi comportamenti devianti e una maggiore incidenza di reati legati a risse, aggressioni e vandalismo. Inserire un’etichetta però, sembra una semplificazione della realtà, che si rivela molto più articolata di quanto si pensi. La violenza giovanile appare sempre più trasversale, coinvolgendo ragazzi e ragazze provenienti da contesti diversi, accomunati da una crescita immersa in un ambiente comunicativo fortemente aggressivo.

Il ruolo di scuola e famiglia

Di fronte allo scenario, scuola e famiglia assumono un ruolo centrale. L’educazione non può limitarsi al solo insegnamento di valori, ma deve includere strumenti di lettura critica dei media, alfabetizzazione emotiva e spazi di confronto sui linguaggi della violenza. Programmi di educazione civica, percorsi di prevenzione e collaborazione con professionisti attenti al benessere psicologico, che possono contribuire a ricostruire argini culturali ormai mancanti.

Contrastare la diffusione di violenza, è un modo per combatterla e intervenire prima che diventi abitudine, restituendo ai giovani la capacità di distinguere tra rappresentazione e realtà, tra conflitto e sopraffazione.

Andrea Sole Paglia


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