ABILITAZIONI DA 30 CFU E SOSTEGNO ESTERO: IL NODO IRRISOLTO CHE BLOCCA MIGLIAIA DI DOCENTI

30 cfu

Un intreccio normativo e amministrativo sta lasciando migliaia di insegnanti in una situazione di forte incertezza professionale. Al centro della questione ci sono i percorsi abilitanti da 30 CFU e il riconoscimento dei titoli di sostegno conseguiti all’estero, una combinazione che, invece di facilitare l’accesso alla professione docente, sta producendo effetti opposti.

Il cortocircuito tra percorsi Indire e riconoscimento ministeriale

Negli ultimi anni, sono stati numerosi docenti, a richiedere il riconoscimento al Ministero dell’Istruzione e del Merito per aver ottenuto una specializzazione sul sostegno fuori dall’Italia. In attesa del decreto ufficiale, molti di loro sono stati ammessi con riserva ai percorsi abilitanti da 30 CFU previsti dal DPCM del 4 agosto 2023, finalizzati all’abilitazione su una nuova classe di concorso.

Parallelamente, il Ministero ha attivato i percorsi di specializzazione sul sostegno tramite Indire, imponendo però una condizione stringente: la rinuncia formale alla domanda di riconoscimento del titolo estero e a ogni eventuale contenzioso in corso. Una scelta che molti insegnanti hanno accettato, confidando nel fatto che il nuovo titolo italiano avrebbe risolto definitivamente la loro posizione.

Abilitazione conseguita ma non riconosciuta

La difficolta si presenta nella fase conclusiva del percorso abilitante. Una volta conclusi con successo i corsi universitari da 30 CFU – sostenendo esami, tirocini e costi economici non trascurabili – diversi docenti si sono visti negare il rilascio dell’abilitazione. Le università, infatti, non possono sciogliere la riserva senza un riconoscimento formale del titolo estero di sostegno che, nel frattempo, è stato annullato per effetto della rinuncia richiesta per accedere ai corsi Indire.

I risultati sono paradossali: ci sono moltissimi docenti che hanno completato un percorso abilitante, in tutta regola, che si trovano con un titolo che, di fatto, non produce effetti giuridici.

La denuncia del Movimento dei Diritti Civili

È stato il Movimento dei Diritti Civili, a sollevare in modo pubblico la questione, che parla apertamente di un errore amministrativo sistematico. Il presidente Franco Corbelli ha rivolto un appello diretto al Ministro Valditara, chiedendo un intervento risolutivo che consenta di sanare una condizione che sta penalizzando migliaia di lavoratori della scuola.

Secondo le stime il numero dei docenti, coinvolti nella questione, supera le diverse migliaia, molti dei quali avevano scelto i percorsi da 30 CFU proprio per ampliare le possibilità di incarico in un sistema scolastico che si caratterizza per una forte carenza di insegnanti.

La vicenda non riguarda solo i singoli docenti, ma ha ripercussioni sull’intero sistema di reclutamento. In un contesto in cui le supplenze annuali sul sostegno superano ogni anno le 200.000 unità, il mancato riconoscimento di titoli già acquisiti rappresenta un ostacolo alla continuità didattica e alla stabilizzazione del personale.

La richiesta di una soluzione normativa

La richiesta avanzata al Ministero è quella di un intervento di carattere amministrativo o normativo che consenta di riconoscere il percorso pregresso dei docenti, permettendo alle università di rilasciare le abilitazioni da 30 CFU già conseguite. Una richiesta che non costerebbe nulla allo Stato, ma che permetterebbe di avere una maggiore stabilità per i nuovi insegnanti.

Andrea Sole Paglia


There are no comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Start typing and press Enter to search

Shopping Cart