SEMESTRE FILTRO PER MEDICINA: STUDENTI IN DIFFICOLTÀ E PROTESTE SEMPRE PIÙ DIFFUSE

Semestre filtro per Medicina

Il nuovo sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria continua a far discutere. A pochi mesi dalla sua introduzione, il cosiddetto semestre filtro è al centro di forti contestazioni che arrivano direttamente dagli studenti coinvolti, da associazioni universitarie e comitati civici. Le critiche, richiamano un disagio diffuso e trasversale da parte di un progetto che aveva in programma un ampliamento verso il futuro.

Cos’è il semestre filtro?

Introdotto dal decreto legge 71/2025, il semestre filtro dichiara l’obiettivo di superare il tradizionale test di ingresso e rendere la selezione più meritocratica. Il nuovo modello consente agli studenti di iscriversi liberamente al primo semestre, durante il quale hanno l’obbligo di sostenere tre insegnamenti fondamentali:

  • Chimica (6 CFU)
  • Biologia (6 CFU)
  • Fisica (6 CFU)

Gli esami, svolti sotto forma di test, occorrono per la formazione di una graduatori nazionale, che stabilisce chi potrà accedere al secondo semestre e proseguire il percorso universitario scelto. In teoria, il sistema avrebbe dovuto valutare gli studenti sul campo, attraverso lo studio universitario. In pratica, secondo molti, si è trasformato in una selezione ancora più dura del vecchio test.

I numeri allarmanti

Uno degli atenei più coinvolti nella sperimentazione, la Sapienza di Roma, ha avuto uno dei risultati più sfavorevoli: a iscriversi al semestre filtro erano stati in 5.100, a presentarsi al primo appello sono stati in 3.800. Secondo i dati diffusi dalle rappresentanze studentesche:

  • solo il 30% ha superato Biologia;
  • il 22% Chimica;
  • appena l’11% Fisica.

Nel complesso, circa nove studenti su dieci non hanno superato almeno una prova. Fisica si conferma la materia più selettiva, con percentuali di superamento estremamente basse.

Secondo appello, accresce la frustrazione

Le principali contestazioni riguardano la brevità del periodo di preparazione e la quantità di contenuti richiesti. A dicembre a svolgersi, è stato il secondo appello, che non ha di certo rasserenato il clima. Molti studenti hanno raccontato un’esperienza emotivamente pesante, segnata da stress, ansia e delusione. La sensazione diffusa è quella di un sistema percepito come distante dalle reali condizioni di studio e apprendimento.

Le segnalazioni di irregolarità

Ad aumentare le polemiche sono state le denunce su presunte irregolarità nello svolgimento dei test. Alcuni comitati hanno raccolto centinaia di segnalazioni che parlano di: vigilanza insufficiente, uso di cellulari, condivisione delle domande sui social e utilizzo di dispositivi tecnologici non consentiti.

Università sotto pressione e rischio posti vacanti

L’impatto del semestre filtro non riguarda solo gli studenti. Gli atenei si sono trovati a gestire un afflusso senza precedenti, con lezioni a distanza, turnazioni e aule sovraffollate. Paradossalmente, nonostante l’alto numero di iscritti iniziali, si rischia di lasciare posti liberi, disponibili e non coperti. Secondo alcune stime, se le percentuali di superamento resteranno queste, in diverse sedi potrebbero restare vuoti fino al 20-30% dei posti programmati.

Il semestre filtro nasce con l’intento di riuscire nel cambiamento, prendere in mano la situazione dei futuri medici e inserirli in un primo mondo del loro futuro, ma l’esperienza dei primi mesi mostra delle criticità strutturali. Le istituzioni chiedono un intervento urgente: più tempo, maggiore chiarezza, criteri omogenei e reali condizioni di equità.

Andrea Sole Paglia


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