“L’ITALIA DELLE DONNE”: STORIA, MEMORIA E SCUOLE PROTAGONISTE DELLA NUOVA EDIZIONE

Donne importanti nella storia

L’Italia rilancia il suo impegno per riscoprire e valorizzare le figure femminile che hanno contribuito allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese, coloro che in qualche modo hanno lasciato una scia di seguito e di ispirazione. Con la seconda edizione del progetto nazionale “L’Italia delle Donne”, promosso dal Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, con a capo Eugenia Maria Roccella, il percorso di ricostruzione della memoria femminile si amplia e coinvolge nuovamente scuole, università, enti locali e istituzioni culturali.

Nato da un’intuizione coltivata durante il periodo pandemico e sviluppata a partire dall’esperienza regionale “Sicilia delle Donne”, il progetto ha progressivamente conquistato l’intero territorio nazionale, divenendo oggi una piattaforma culturale e educativa di riferimento.

Un patrimonio femminile da riportare alla luce

Ancora oggi molte donne che hanno lasciato un’impronta nel campo delle arti, del lavoro, della scienza e della società non trovano spazio adeguato nei manuali scolastici o nelle narrazioni storiche ufficiali.

Secondo un’analisi di Save The Children, solo il 10% delle figure citate nei libri di testo italiani sono donne — un dato che dimostra quanto il lavoro di recupero sia ancora più urgente e necessario.

Con questa iniziativa si intende colmare questo vuoto, restituendo voce e visibilità a figure troppo spesso dimenticate, ma decisive per la crescita culturale del Paese.

I temi della seconda edizione

Il nuovo bando amplia l’orizzonte tematico e invita a presentare biografie femminili legate a tre ambiti:

  • Donne imprenditrici, protagoniste dell’innovazione economica e sociale;
  • Donne dello sport, che hanno saputo distinguersi nelle discipline atletiche;
  • Donne delle arti, della letteratura e del teatro, dalla pittura al design, fino alle espressioni contemporanee.

Il periodo storico consigliato spazia dall’XI secolo fino al 31 dicembre 2018, consentendo di includere tanto le figure storiche quanto quelle contemporanee non ancora adeguatamente documentate.

Le scuole al centro della ricerca storica

Un elemento fondamentale del progetto è il protagonismo del mondo educativo.

Le scuole — dall’infanzia alla secondaria — sono chiamate a produrre ricerche biografiche, elaborati e percorsi interdisciplinari, lavorando in collaborazione con enti territoriali, biblioteche, archivi, storici e associazioni culturali.

L’obiettivo è doppio:

  • educare le nuove generazioni all’uguaglianza e al riconoscimento della storia femminile
  • rafforzare il legame tra studenti e territorio attraverso la scoperta di donne che lo hanno segnato

Uno strumento prezioso, soprattutto in un paese dove, secondo dati ISTAT, solo una studentessa su quattro sceglie percorsi STEM e dove stereotipi e squilibri continuano a condizionare le scelte formative e professionali.

Come partecipare e scadenze

Tutti i soggetti interessati — enti pubblici, scuole, università, archivi, biblioteche e istituzioni territoriali — possono inviare le proprie candidature entro il 19 dicembre 2025 alle ore 16:00, attraverso PEC, utilizzando la modulistica predisposta dal Ministero:

politichepariopportunita@pec.governo.it

Il coinvolgimento sistemico e la collaborazione con organismi per la parità e realtà culturali locali rappresentano un passaggio fondamentale per garantire autenticità storica e rigore scientifico.

Un investimento sulla memoria, ma anche sul futuro

“L’Italia delle Donne” non è solo un progetto culturale: è un gesto politico e civico. Rimettere al centro le storie femminili significa ridisegnare l’immagine collettivo, offrendo modelli ispiranti alle nuove generazioni e promuovendo un’idea di Paese più equa e consapevole.

Oggi, mentre l’Europa riflette su grandi temi come parità salariale, rappresentanza e accesso alle carriere scientifiche, concorrere a un patrimonio di memoria condivisa è uno dei modi più concreti per costruire una società moderna e inclusiva.

Andrea Sole Paglia


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