L’ITALIA CHE INVECCHIA: LA FOTOGRAFIA ALLARMANTE DELLA POPOLAZIONE GIOVANILE

Italia sta invecchiando

L’Italia continua a invecchiare: secondo dati recenti, la fascia degli over 65 rappresenta quasi un quarto della popolazione (24,7%). Questo invecchiamento è confermato anche dai rapporti demografici, che mostrano come per ogni bambino piccolo sotto i 6 anni ci siano ormai quasi sei anziani con più di 64 anni.

Parallelamente, la quota di giovani nella popolazione è in calo: l’Istat segnala una diminuzione significativa della popolazione under 15 negli ultimi anni.

Il “declino adolescente” secondo Save the Children

Il XVI Atlante dell’infanzia a rischio, pubblicato da Save the Children, dipinge un quadro preoccupante per i giovani: nel 2024, la fascia tra i 13 e i 19 anni rappresentava solo il 6,86% della popolazione italiana — circa 4,1 milioni di giovani. Se andiamo a guardare i dati del passato, notiamo che è molto meno rispetto ad anni fa: nel 1983, gli adolescenti erano oltre i 6,5 milioni, pari all’11,6% della popolazione.

Le previsioni demografiche indicano che entro il 2030 gli adolescenti scenderanno a circa 3,76 milioni, mentre nel 2050 potrebbero essere meno di 3 milioni.

Famiglie sempre più piccole

Un altro dato messo alla luce espone la struttura delle famiglie italiane. Secondo l’Atlante, il 22% degli adolescenti è figlio unico, e usai uno su quattro vive con un solo genitore.

Queste dinamiche familiari — unite all’invecchiamento — contribuiscono a un tessuto sociale sempre più isolato e vulnerabile. Questo stato di vulnerabilità si fa presente in egual modo nelle disuguaglianze geografiche, con una differenza netta tra i dati del sud e quelli del nord. Inoltre, è la situazione abitativa ad essere critica : oltre 2 famiglie su 5 con figli tra gli 11 e i 15 anni dichiarano di vivere in condizioni di sovraffollamento domestico.

Dispersione scolastica: un problema persistente

Anche la scuola riflette le disuguaglianze demografiche. Secondo Save the Children e dati INVALSI, nonostante un calo nella dispersione scolastica generale (dal 14,2% nel 2020 al 9,8% nel 2024), persistono forti disparità territoriali.

Il fenomeno è più grave al Sud e nelle isole, dove la dispersione implicita risulta più elevata.

Inoltre, il tipo di scuola incide molto: gli istituti professionali registrano tassi di abbandono ben superiori rispetto ai licei.

Verso il futuro: cose che servono

Il quadro che emerge è drammatico ma non ineluttabile. Per contrastare il declino demografico, servono politiche integrate che riguardino:

  • Famiglia: sostegno concreto alle coppie e alle famiglie con figli, per incentivare la natalità;
  • Equità territoriale: ridurre le disuguaglianze tra Nord e Sud, soprattutto in ambito educativo e abitativo;
  • Inclusione sociale: programmi per aiutare gli adolescenti più vulnerabili, con servizi di supporto per famiglie monogenitoriali;
  • Istruzione e formazione: rafforzare le scuole nelle aree a rischio dispersione e garantire opportunità formative capaci di trattenere i giovani nel paese.

L’Italia si ritrova a dover affrontare una delle sfide più urgenti: è un Paese che sta invecchiando troppo in fretta, con sempre meno giovani e famiglie più fragili. Il declino demografico non è solo una questione di dati e numeri: è una questione di futuro.

Andrea Sole Paglia


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