GENITORI SOTTO PRESSIONE: QUALI SONO OGGI LE PRINCIPALI PAURE EDUCATIVE
Essere genitori nel 2025 significa muoversi in un mondo in continua evoluzione, provare ad adagiarsi in un contesto sociale che rimane instabile, frammentato e povero di punti di riferimento. A raccontarlo è il Family Report 2025, che analizza ansie, timori e responsabilità educative vissute dalle famiglie italiane. Ne emerge l’immagine di adulti coinvolti e attenti, ma spesso soli, privi di un supporto efficace.
Una genitorialità segnata dalla solitudine
Uno degli elementi più rilevanti che attraversa il report è il senso di isolamento educativo. È allarmante il numero di genitori, che afferma di preoccuparsi in totale solitudine della crescita dei propri bambini, senza nessun sostegno comunitario, affidandosi quasi esclusivamente alle proprie risorse emotive ed economiche.
Come sottolineano diversi studi psicologici, tra cui quelli dell’Istat e del Censis, negli ultimi dieci anni si è assistito a una riduzione delle reti familiari allargate e a un indebolimento del ruolo di scuole, associazioni e servizi territoriali come spazi di accompagnamento alla genitorialità.
Le paure principali
I dati del report, mostrano diverse ansie e paure da parte dei genitori, tra queste di relativa importanza, è quella riguardante la scuola: temendo che i propri figli non riescano a costruirsi una realtà sana all’interno degli istituti.
Le paure più diffuse riguardano:
- Le difficoltà economiche, che incidono anche sulla possibilità di sostenere il percorso scolastico;
- I conflitti tra genitori e figli, spesso legati a mancanza di comunicazione;
- L’uso delle tecnologie digitali, che può interferire con l’attenzione e l’apprendimento;
- Le relazioni con i pari;
- Il rendimento scolastico;
- Il rischio di isolamento, che può riflettersi in modo negativo sulla vita dei giovani.
La scuola come ruolo di prevenzione
La scuola non è soltanto uno spazio di valutazione, ma un luogo educativo cardine per la società, centrale per prevenire molte delle paure espresse dalle famiglie. Un ambiente scolastico sano e inclusivo, attento alle differenze e capace di valorizzare le competenze di ciascuno, può ridurre il disagio e favorire il benessere degli studenti.
Progetti di tutoraggio, sportelli di ascolto e attività di educazione emotiva rappresentano strumenti efficaci per intercettare precocemente difficoltà scolastiche e relazionali.
A fare da asse portante nel futuro dei giovani adulti, è l’orientamento universitario, che aiuta ad identificare il giusto percorso da intraprendere. Molte famiglie temono che una scelta sbagliata possa compromettere la felicità dei figli.
Per questo motivo, il ruolo dell’orientamento scolastico e universitario diventa centrale: informare, accompagnare e sostenere studenti e famiglie significa ridurre l’ansia e rendere le decisioni più consapevoli.
Strategie educative per ridurre le paure
Secondo gli esperti, alcune azioni possono rafforzare il ruolo della scuola e rispondere alle preoccupazioni delle famiglie:
- Migliorare la comunicazione scuola-famiglia;
- Valorizzare il successo formativo, non solo il voto ma l’impegno dietro ogni traguardo raggiunto;
- Promuovere competenze trasversali come autonomia e responsabilità;
- Rafforzare i collegamenti tra scuola, università e territorio.
In conclusione…
Le paure delle famiglie riflettono una società che ogni giorno fa piccoli passi verso un futuro che si riveli alla portata di tutti, ma indicano anche quanto la scuola resti un pilastro fondamentale del percorso educativo. Investire su una scuola che metta a propria disposizione ogni forma di ascolto verso lo studente, significa non solo sostenere le giovani menti, ma anche rassicurare le famiglie nel loro ruolo educativo.
Andrea Sole Paglia




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