CROSETTO RIAPRE IL DIBATTITO SULLA LEVA MILITARE: ECCO COSA PROPONE
Recentemente, il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha dichiarato che intende presentare al governo un disegno di legge per reintrodurre un servizio militare in Italia, sulla scia di quanto già deciso da altri Paesi europei.
Alla domanda se la proposta riguarderà i giovani neo-diplomati o neo-maggiorenni — cioè potenziali studenti universitari— il ministro ha risposto che tutto dipenderà dall’approvazione del Parlamento.
Il modello ipotizzato sarebbe su base volontaria, non obbligatorio: Crosetto ha spiegato che la proposta non mira semplicemente a incrementare i numeri, ma a rivedere <<organizzazione e regole>> delle forze armate, prevedendo anche una riserva composta da volontari pronti in caso di crisi.
Contesto europeo: un ritorno alla leva
Lo spunto è arrivato da un contesto europeo, in un momento in cui anche altri Stati europei stanno riconsiderando i propri modelli militari. Uno degli esempi più vicini a noi è quello della Francia: il Paese ha annunciato la reintroduzione di un servizio militare volontario a partire dal 2026 per i giovani di 18-19 anni.
L’Italia sembra intenzionata a seguire lo stesso orientamento, con l’obiettivo di rafforzare le sue capacità difensive e la riserva di personale.
Cosa potrebbe significare questo per sugli studenti
La scelta che ricade verso i ragazzi neodiplomati o universitari, potrebbe avere degli effetti concreti:
- Posticipo degli studi o scelta differita: qualche giovane potrebbe decidere di “prendere una pausa” dalla routine scolastica per aderire al servizio militare, valutando questa esperienza come di passaggio.
- Impatto sull’orientamento post-diploma: avendo la possibilità di scegliere tra due alternative (militare/istituzionale), molti studenti potrebbero riflettere con maggiore calma e consapevolezza sul da farsi.
- Nuove competenze e opportunità: un servizio militare ben strutturato potrebbe offrire ai giovani competenze trasversali — disciplina, responsabilità, lavoro di gruppo — che possono essere valorizzate anche in ambito universitario o professionale.
Le incognite e le critiche
La proposta non è però priva di interrogativi, alcuni temi contestati sono: la volontarietà vs l’obbligatorietà, pur essendo proposto come volontario, resta da chiarire come verrà regolamentata la selezione e quali incentivi ci saranno per partecipare; impatto su istruzione e carriera, poiché per molti studenti, un’esperienza di questo tipo potrebbe significare un rinvio all’università o ad un cambiamento di tempistiche, con possibili effetti su tutti i piani di studio; reazione delle famiglie e della società, non tutti vedono con favore il ritorno della leva, alcuni temono che diventi un obbligo di fatto, o che pesi sulle scelte di vita dei giovani e sul sistema scolastico.
In conclusione…
La proposta del ministro della Difesa, apre un dibattito molto importante, non solo sulla difesa nazionale, ma anche sul futuro di molti ragazzi e ragazze. Se gestita bene, la proposta di Crosetto potrebbe offrire un’occasione per ripensare il rapporto tra istruzione, formazione civica e cittadinanza, un’alternativa al percorso scolastico/universitario. Resta da vedere come la proposta impatterà sulla società, che mette al centro l’istruzione, e soprattutto sui ragazzi.
Andrea Sole Paglia




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